K-Vest: ci vuole un “fisico bestiale”

27 luglio 2016

 

L’allenamento golfistico è ad una svolta. Se vedete la vostra pratica sul driving range come un esercizio noioso e che raramente porta ai risultati da voi sperati, è tempo di provare qualcosa di nuovo. Grazie alla Titleist e al suo famoso performance lab il TPI si è riusciti Qualche anno fa sono entrato in contatto con la Titlest , una delle aziende di prodotti golfistici leader a livello mondiale, che stava sviluppando sui suoi giocatori di torneo una nuova filosofia di allenamento totalmente innovativa. Finalmente il golf veniva inquadrato dalla prospettiva giusta, ovvero come uno sport. Il nostro “gioco”, non dobbiamo mai dimenticare, che è pur sempre uno sport e come tale va ad impegnare gran parte della muscolatura corporea. Da questo banale, ma fondamentale assunto, la Titlest ha classificato tutti gli errori dello swing associandoli a carenze muscolari. Una volta avuta questa base di partenza, si capisce che lo sviluppo e il controllo della muscolatura assumono un ruolo fondamentale. Non si può pensare di ottenere e consolidare un miglioramento senza allenare i muscoli coinvolti nello swing. Fino ad oggi tutto ciò era impensabile. Il momento in cui ho voluto dare questa svolta nella mia carriera professionale è derivato anche dalla frustrazione nel vedere giocatori che non riuscivano a migliorare perché non avevano la percezione di ciò che il corpo avrebbe dovuto eseguire, effettuando colpi sbagliati e incorrendo in infortuni o patologie (vedi epicondiliti, lombalgie, ecc).

La rivoluzione che la Titlest mi ha proposto si chiama K-Vest, ed è la tecnologia 3D applicata al golf.

Il giocatore sarà attentamente valutato con una serie di test atti ad evidenziare le sue carenze funzionali che verranno immediatamente misurate. Il giocatore indosserà tre sensori che trasmetteranno ad un plasma, in tempo reale, la raffigurazione tridimensionale del suo corpo stimolandone l’autocorrezione del movimento . Verrà stilato un piano di allenamento personalizzato abbinando, sempre con l’ausilio dei sensori indossati, una preparazione atletica ad una parte puramente tecnica . A quel punto il colpire bene la palla diverrà solo una conseguenza della corretta attivazione muscolare. Il golf è gioco, il golf è sport, il golf è tecnologia.